Molti anni fa, verso la fine delle scuole superiori, insieme ad un mio amico (che poi si iscrisse a filosofia) facemmo un esercizio di pensiero, che portava illusoriamente a credere che "nulla avesse senso". Con mio stupore notai che altri ragazzi e ragazze avevano fatto lo stesso esercizio di pensiero arrivando alla stessa illusoria conclusione, e la citavano con una certa fallace fierezza. Ancora oggi a quasi 30 anni di distanza mi capita di incontrare persone auto-intrappolatesi nell'erronea idea che nulla abbia senso. Spesso le congetture partono dal fatto che non scegliamo dove nascere e i più non scelgono nemmeno dove e come morire, e che la sofferenza umana non ha senso. Da queste fallaci premesse, arrivare alla conclusione nichilista che nulla avrebbe senso, il passo può diventare abbastanza breve. Già all'epoca notai date le premesse dell'inutilità della conclusione (ovvero della mancanza di pragmaticità della conclusione). Tuttavia non mi era ancora l...